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Il viaggio
Un battito di tamburo veloce e costante, gli occhi chiusi, una domanda chiara. Così si viaggia nella tradizione dello sciamanesimo di base insegnata da Michael Harner.
Che cos'è, in parole semplici
Il viaggio sciamanico è un'esplorazione deliberata di un paesaggio interiore, guidata dal suono. Non si dorme e non si perde il controllo: si resta consapevoli, si può fermarsi quando si vuole, e si torna sempre per la stessa via.
Le percezioni non sono solo immagini. Molte persone sentono, odorano, "sanno" qualcosa senza vederlo. Le risposte arrivano spesso in forma simbolica e vanno lette con calma, dopo.
Otto passi, dall'inizio alla fine
Prepara lo spazio
Una stanza tranquilla, luce bassa, telefono in silenzio. Sdraiati o siediti comodo e copri gli occhi con un foulard o con l'avambraccio.
Formula una sola intenzione
Una domanda chiara e semplice. "Un'intenzione chiara mette a fuoco il viaggio" (Ingerman). Per il primo viaggio basta: "Voglio esplorare il mondo inferiore".
Scegli un ingresso che conosci
Un luogo reale della natura: per scendere una radice, una grotta, una tana, l'acqua; per salire un albero, una montagna, il fumo.
Fai partire il tamburo e attraversa
Lascia che il suono ti porti. Spesso c'è un tunnel; alla fine si apre un paesaggio. Se all'inizio non succede nulla, è normale: ricomincia dall'ingresso.
Osserva e incontra
Esplora senza fretta. Se incontri un animale o una figura, chiedi direttamente: "Sei un mio aiutante?" Un aiutante che si mostra più volte è un buon segno.
Fai la tua domanda
Una sola. Accogli quello che arriva, anche se sembra strano o fuori tema.
Al richiamo, ringrazia e torna
Quando il tamburo cambia ritmo, ringrazia chi hai incontrato e ripercorri la strada dell'andata fino al punto di partenza. Poi apri gli occhi.
Scrivi subito
"I dettagli svaniscono in fretta" (Ingerman). Annota tutto, anche ciò che non capisci: spesso il senso arriva giorni dopo.
Un tamburo per il tuo viaggio
Battito monotono e veloce, intorno ai 205–220 colpi al minuto come indicato da Harner. Alla fine suona il richiamo: quattro colpi forti, circa trenta secondi di battito rapidissimo, altri quattro colpi. Meglio con le cuffie.
Il suono è generato dal tuo browser: nessuna registrazione viene scaricata.
Pronto. Scegli durata e ritmo, poi chiudi gli occhi.
Dopo il viaggio
Rileggi le note il giorno dopo. Chiediti che cosa ti è stato mostrato, non solo che cosa ti è stato detto. Se ricevi un'indicazione, mettila in pratica: nella tradizione, la gratitudine si dimostra con le azioni.
Quando non va
- Non vedo nulla. Prova con gli altri sensi: suoni, sensazioni, sapere. Molti iniziano così.
- Pensieri quotidiani che si intromettono. Torna all'ingresso e riparti. Respira più lentamente prima di iniziare.
- Stanchezza, alcol, casa rumorosa. Rendono il viaggio confuso. Scegli un altro momento.
- Qualcosa ti spaventa. Puoi sempre tornare. Fermati, apri gli occhi, e leggi il capitolo su etica e sicurezza.
Fonti
- Michael Harner, The Way of the Shaman (1980), tempo and callback quoted in Journeys to Inner and Outer Worlds, Part 2, University of Oregon.
- Sandra Ingerman, Shamanic Journeying: A Beginner's Guide, summarised by The Mystic Journal.
- Shamanic journey, Encyclopedia of World Problems and Human Potential (UIA).